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08/06/2016

La storia di Emanuela

“Un momento di vita così delicato è nato dal bisogno di distaccarsi e prendere le distanze da questo vortice di emozioni. La fotografia come narrazione è stato il pretesto per uscire dagli stressanti ritmi della terapia, che non hanno coinvolto solo la diretta interessata ma tutti coloro che le sono stati accanto. Non facile farsi fotografare e mettersi a nudo come un albero senza foglie, temendo il giudizio e l’imbarazzo; non facile fotografare per paura di varcare quel confine labile tra dignità e spregiudicatezza. Nelle viscere della lotta psicologica e dei sentimenti, rivela l’amore per la vita. E quale metafora migliore del pugilato? Questo duello contro un’ombra oscura, la vittoria e la rinascita a nuova vita? Vittoria che permette di risorgere dalle proprie ceneri e osservare la vita da un punto più alto, più cosciente. E un ringraziamento finale a quella luce che inconsapevolmente ha illuminato la via della guarigione. Fotografia dopo fotografia, Fabrizio ha saputo trattare il tema della malattia con grande delicatezza e affetto, portando tra le sfumature del bianco e nero la luce e l’intensità di quei momenti. Luce è il sorriso, la voglia di vivere, la serenità oltre il dolore che ci travolge. Luce è l’amore per la vita, la necessità di avere fiducia in qualcosa che non è palpabile. Luce è a presenza costante di una mano amica, dell’abbraccio concesso con sincero affetto e non o senso del dovere. Luce è speranza di donare un piccolo sostegno a coloro che si lasciano raggiungere nell’intimità da questo breve racconto di immagini.”

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