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Sono ancora qua

27 luglio 2017, mi arriva una terribile notizia, licenziamento per motivi economici, dopo 15 anni, crolla tutto, il mio amato lavoro, i miei amati pazienti. Cado nel profondo buio. Il senologo mi consiglia di andare da un ematologo perché ho un ingrossamento dei linfonodi ascellari. Non lo ascolto, sono nel più profondo nero! Passa agosto, piango e mi dispero ogni giorno, mi sembra di aver perso dignità e diritti civili. Sono molto stanca, dimagrisco sarà la bestia nera della depressione. Il mio torace è scavato, le mie occhiaie profonde. Mi accordo di avere un grosso bozzo all'inguine, vado da vari medici, pare sia un altro linfonodo reattivo. Ma arrivato settembre, l'ecografista mi chiede di fare uno Fnab, non voglio farlo, sono depressa. Alla fine mi convinco, una vera tortura, anche il.prof.re che effettua l'esame non ci crede, pensa sia linfonodo da congestione emorroidaria . E invece alle 20 di sera , arriva la mannaia sul mio capo, sospetto linfoma non Hodgkin. Tre giorni dopo barcollante mi reco in ospedale, mi sento tra la follia e l'incubo. Nel tempo vengo sottoposta ad asportazione del linfonodo per tipizzazione e biopsia midollo. Risultato lnh,follicolare,silente, indolente, terzo stadio. Mi mettono in procedura di osservazione per 6 mesi ma poi decidono per chemio e monoclonali. Non ragiono e mi rifiuto. Dopo una lunga telefonata con oncoematologo, decido! Mi curo! Voglio vivere! Voglio provare almeno a sedermi al tavolo da gioco. Faccio 6 mesi di R band più rituximab, poi 2 anni solo con monoclonali. Remissione! Muore mia madre, affetta sin da giovane da una grave malattia mentale, muore mia suocera da me molto amata! Torno sulle spalle di mio padre perché non percepisco più uno stipendio. Divento invalida al 100%, mi iscrivo al Collocamento invalidi che comunque mi da un'opportunità e mi fa sentire ancora socialmente utile. Certo, però, quante batoste! Mi rialzo! Trovo lavoro, il mio amato lavoro, divento coordinatrice della riabilitazione psichiatrica di una grossa clinica della mia città. L'affetto ed il riconoscimento dei miei pazienti, la mia voglia di dare mai spenta, creano un forte flusso energetico, mi vengono assegnati degli importanti incarichi in una associazione sull'autismo e nel mio Albo Professionale! Sono viva, amo, parlo, racconto. Esisto! Ora anche il rischio covid perché gravemente immunodepressa. Stringo i denti, prego, mi vaccino, sto attenta! Combatto e mi mangio a morsi questa vita! Remissione completa! Prossima pet tac il 19 marzo, tra qualche giorno. Sogno e prego. Grata di essere qui a raccontare questa storia e soprattutto a testimoniare che comunque sia, mi è andata bene e che la vita è bella!

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