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Per il sorriso di Ilaria

“Ilaria è malata. Ha una malattia che si chiama Atassia di Friederich. Purtroppo non esiste cura e l’unica cosa che possiamo fare è raccogliere fondi per la ricerca medico scientifica privata, perché né lo Stato né le case farmaceutiche se ne occupano”.

Le parole dei genitori di Ilaria bruciavano come il fuoco.

Ok, bisogna darsi da fare per Ilaria, una bellissima diciassettenne con un sorriso contagioso e due occhi del colore del cielo; mi sono fatta portavoce della loro richiesta di auto ed ho immediatamente condiviso la notizia con le mamme di Montebruno. Il mercoledì sera eravamo tutti, Sindaco compreso, nella sala del consiglio comunale a progettare una polentata per il 2 novembre, giorno della fiera del Fungo che si svolge ogni anno.

Ogni abitante di Montebruno si è reso disponibile; i commercianti hanno offerto polenta, pane, salsicce, carne di cinghiale, vino, acqua, caffè, piatti e bicchieri in plastica. Le donne hanno preparato i sughi a casa, la tipografia i manifesti, in molti hanno dato la disponibilità a pulire la sala polivalente, a cuocere la polenta, le salsicce e le patatine, a servire ai tavoli. Abbiamo dato da mangiare a più di 500 persone. Alla sera ci siamo abbracciati piangendo come bambini.

La settimana dopo ci siamo ritrovati a dare vita all’Associazione “ Per il Sorriso di Ilaria” con sede a Montebruno, e abbiamo versato sul conto € 9.300,00, ottenuti grazie ad offerte spontanee e alla vendita di sciarpine fatte a mano in occasione della polentata.

In meno di un mese il paese sembra essersi risvegliato dopo un lungo periodo di letargo. C’è un fermento continuo che sta contagiando anche i paesi vicini e gli amici degli amici, la richiesta di sciarpine si è fatta imponente ma è proporzionale alle offerte di manodopera per confezionarle.

Oggi un autista degli autobus cittadini si è fermato davanti al mio negozio per farsi dare due gomitoli - “Non garantisco niente, ma ci voglio provare. È per una buona causa” - mi ha detto.

Ogni giorno riceviamo telefonate di persone che ci vogliono aiutare, che ci vogliono presentare qualcuno, che ci offrono posti nei mercatini di Natale, è una cosa incredibile. Certo, se poi ci si ferma a pensare che tutto questo lo si fa perché una malattia rara, o meglio orfana, è priva di attenzione e di risorse da parte della nostra sanità, la rabbia sale.

Ma è sufficiente pensare a lei per rimettersi al lavoro, al sorriso di Ilaria.


Associazione "Per il sorriso di Ilaria"